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L'ARTE DI ASSISTERE E CURARE ATTRAVERSO LA CULTURA ROM
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L'ARTE DI ASSISTERE E CURARE ATTRAVERSO LA CULTURA ROM


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L’arte di assistere e curare attraverso la cultura Rom

Dalle credenze mistiche sulla malattia alla scelta consapevole delle cure
di Francesco Paolo Pizzileo
Ebook Edizioni Circolo Virtuoso
Data pubblicazione: 15 Ottobre 2011
ISBN: 978-88-97521-05-1
Pagine: 114

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Abstract

Il popolo zingaro è composto da realtà differenti: Rom, Sinti, Kalè e Camminanti, con ulteriori suddivisioni, secondo la razza d’origine e i mestieri propri ad ogni gruppo (es. Rom Kalderash = calderaio). E’ davvero una provocazione per la cultura occidentale, che ha sempre avuto l’ambizione di indagare a fondo, con sistematicità e ampiezza di visione e prospettiva, ogni aspetto della storia e della cultura dei popoli. Nell’esposizione che segue si è voluto ripercorrere il tema della salute dei Rom partendo dalla messa a fuoco dell’identità e del sistema culturale. Nella seconda parte si è posto l’accento sui concetti di salute e di malattia, intesi non come entità ma come modelli esplicativi della cultura Rom. Nella terza parte si è cercato di rendere più stretto il legame fra i due argomenti mediante un adeguato approccio comunicativo-professionale, per ottenere risultati positivi e avvicinare le persone e le famiglie zingare ai servizi per la salute.


Introduzione all'opera

Questo mio lavoro è il tentativo di dare una risposta, almeno in linea teorica, agli interrogativi in cui più volte, nella mia esperienza di volontario con le famiglie Rom in sosta a Taranto, mi sono imbattuto. Nel capoluogo jonico i gruppi Rom, quello rumeno e quello montenegrino, vivono in masserie abbandonate e rifuggono dal contatto con i gagè; quello macedone, più socievole, vive in fatiscenti abitazioni, conservando la tradizione “delle mura domestiche” di Suto Orizari, una municipalità vicina a Scopije, abitata interamente da Rom, l’unica al mondo ad avere un sindaco Rom e un euro-parlamentare Rom.

Spesso mi sono chiesto cosa comporti “fare da ponte” non solo fra la comunità zingara e quella maggioritaria dei gagè, ma anche fra i servizi che sono essi stessi portatori di culture vivaci e spesso in contrapposizione tra loro. Riflettendo sulle mie conversazioni con mons. Piero Gabella (Direttore Nazionale dell’Ufficio per la Pastorale dei Rom e Sinti della Fondazione Migrantes, vive in roulotte all’interno di un campo zingari) e sugli incontri personali con una famiglia Rom, mi sono convinto che quanti si occupano o intendano occuparsi della mediazione tra gli zingari e le istituzioni, debbano conoscere l’ambito e le persone per le quali vogliono operare, le quali, a loro volta, per ricevere un beneficio, non devono sacrificare libertà e dignità, obbligandosi a fingere atteggiamenti e modi di ragionare che non gli appartengono. Per queste ragioni, ho deciso di frequentare con i volontari della Fondazione Migrantes i Rom in sosta a Taranto, con lo scopo di conoscere il loro mondo in profondità e da un’altra ottica.

In questo modo mi sono ritrovato a rivalutare la prospettiva sistemica con cui osservavo le relazioni fra le famiglie zingare, ma anche quelle esistenti fra le stesse famiglie e i servizi, con particolare riguardo a quelli della salute. Con l’esperienza diretta ho potuto allargare l’orizzonte delle conoscenze teoriche sul popolo zingaro e approfondirle mediante un’ ampia e accurata ricerca bibliografica sulle rappresentazioni che sono state fatte di questa minoranza nella letteratura contemporanea.

Operando in questa direzione mi sono reso conto che degli zingari, dei quindici milioni di zingari sparsi sul pianeta, dei novemila zingari in Europa, dei centotrentamila zingari in Italia, continuiamo a sapere ancora molto poco, facendo riscontrare scarso interesse e, di conseguenza, un deficit di responsabilità. A Roma, come a Parigi, a Boston o a Budapest, a prescindere se sia in posizione di regolarità con le leggi nazionali o meno, lo zingaro resta di fatto lo “straniero” per eccellenza, soggetto a pregiudizi o a discriminazioni, colui che trova più ostacoli nel percorso di integrazione, certamente poco tutelato dal punto di vista giuridico e sociale. Anche il tema della salute, oggetto del mio approfondimento, è attraversato da atteggiamenti e sentimenti negativi e, non sempre, è stato affrontato nel pieno rispetto delle libertà individuali e delle specificità culturali, legate alla grande eterogeneità di etnie e gruppi di appartenenza.

Il popolo zingaro è composto da realtà differenti: Rom, Sinti, Kalè e Camminanti, con ulteriori suddivisioni, secondo la razza d’origine e i mestieri propri a ogni gruppo (es. Rom Kalderash = calderaio). E’ davvero una provocazione per la cultura occidentale che ha sempre avuto l’ambizione di indagare a fondo, con sistematicità e ampiezza di visione e prospettiva, ogni aspetto della storia e della cultura dei popoli. Nell’esposizione che segue ho voluto ripercorrere il tema della salute dei Rom partendo dalla messa a fuoco dell’identità e del sistema culturale. Nella seconda parte, ho posto l’accento sui concetti di salute e di malattia, intesi non come entità ma come modelli esplicativi della cultura Rom. Nella terza parte ho cercato di rendere più stretto il legame fra i due argomenti mediante un adeguato approccio comunicativo-professionale, per ottenere risultati positivi e avvicinare le persone e le famiglie zingare ai servizi per la salute.

Questo modo di operare e di interagire con l’alterità zingara mi ha portato a concludere che i Rom, come ogni comunità umana, quando sono emarginati ed esclusi economicamente e socialmente, sviluppano delle malattie fisiche e sociali; di conseguenza, come con tutte le comunità emarginate, la soluzione non sta nel puntargli il dito contro, ma nel cercare rimedi validi alle cause vere delle loro malattie, attraverso dialogo, partecipazione e ricerca di soluzioni concordate per un inserimento sociale, economico e culturale giusto e sostenibile.



Indice degli argomenti

INTRODUZIONE
PARTE I - Identità etnica e sistema culturale dei rom

1. Stereotipi e pregiudizi
1.1 Identità e cultura
1.2 Famiglia e struttura
PARTE II - Salute e malattia nella cosmovisione rom
2. Malattia e credenze magico/religiose
2.1 Salute e dialettica puro/impuro
2.2 Medicina e atteggiamenti di fiducia/sfiducia
PARTE III - Servizi per la salute e utenza rom
3. Relazione operatore/utente
3.1 Studio e valutazione del contesto di vita
3.2 Accoglienza e presa in carico
3.3 Diritto alla salute e accesso ai servizi
CONCLUSIONI
ALLEGATO
1. Lavorare nei Campi Rom: esperienze, buone prassi e criticità
incontrate nell'operare quotidiano

1.1 Le storie orali sulla salute dei Rom
1.2 Un medico nei campi Rom
1.3 Un prete tra gli zingari
1.4 Per fortuna ci sono gli zingari
1.5 Rom per scelta, così Giuseppe sfida i pregiudizi
1.6 Lettera di una mamma milanese sugli sgomberi
del campo Rom di via Robattino
1.7 Il camper medico che cura i Rom
1.8 Una unità mobile per i diritti dei Rom
1.9 Vaccinazione ai bimbi di un campo Rom
1.10 Lettera al Papa di Ceija Stojka, Rom austriaca superstite
dei campi di concentramento di Auschwitz – Birkenau
e Bergen - Belsen
1.11 Fratello zingaro chi sei?
1.12 L’uomo nero e il bambino Rom
1.13 Rom: Lettera di Don Luigi Ciotti
APPENDICE
Piccolo glossario terminologico Romanes
BIGLIOGRAFIA


Note biografiche sull'autore


Francesco Paolo Pizzileo. Dopo la Laurea in Scienze del Servizio Sociale e No-Profit si perfeziona in Etica Sanitaria e Bioetica. E’ Ricercatore Universitario presso la Lumsa di Roma - sez. Edas Taranto e collabora come Assistente Sociale con cooperative sociali, associazioni no-profit ed organizzazioni non governative. E’ docente del corso on line “Educazione alla Narrazione di Sé nei contesti del disagio giovanile” presso il Centro Erba Sacra di Roma. Esperto in Libroterapia conduce corsi di formazione presso scuole, case-famiglia, librerie, associazioni, biblioteche. Promuove e conduce Gruppi di Lettura e Laboratori di scrittura autobiografica. E’ fondatore del Gruppo on line: “Libroterapia: la lettura come tesoro interiore e terapia dell’anima” che conta oltre un migliaio di iscritti. E’ formatore nel Progetto BelTà e consulente motivazionale ed etico-professionale. E’ socio-fondatore del Centro Studi Cattolico di Taranto, una onlus che si occupa di formazione etica e professionale, di promozione socio-culturale e di preparazione alle accademie militari. Ha pubblicato libri in materie socio pedagogiche con la Casa Editrice Circolo Virtuoso di Lecce e collabora come articolista con la Rivista Arti Terapie e Neuroscienze on line di Lecce.




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Ultimo Aggiornamento: mercoledì, 23 agosto 2017 07:55





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