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PROGETTARE UN CORSO E-LEARNING PER DISABILI
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PROGETTARE UN CORSO E-LEARNING PER DISABILI


Prezzo: €16.90

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PROGETTARE UN CORSO E-LEARNING PER DISABILI

di Stefano Centonze, Luisa Di Girolamo
Ebook Edizioni Circolo Virtuoso
Data pubblicazione: 25 Luglio 2011
ISBN: 978-88-97521-01-3
Pagine: 359
Prezzo: € 16,90


Di seguito un estratto del libro


Abstract

Il manuale dal titolo “Progettare un corso e-learning per le disabilità” si presenta come uno studio sulla FAD (Formazione a Distanza) per soggetti disabili, che risulta un aspetto fondamentale per determinare la conoscenza delle abilità possedute da coloro che intraprendono un percorso formativo specifico, senza etichettare i destinatari di questa interessante possibilità in funzione della patologia da cui sono affetti.

I progetti realizzati nel contesto della Formazione a Distanza per soggetti svantaggiati intendono fornire una serie di indicazioni utili sia a coloro i quali sperimentano per la prima volta questo tipo di attività, sia alle aziende che hanno assunto al loro interno dipendenti che presentano minorazioni di tipo fisico e/o psichico. Questo manuale offre, quindi, una serie di informazioni rilevanti per l’approccio alla lettura e alla compilazione di un formulario di progetto, accompagnate da una panoramica sulle patologie più note e più diffuse e dalla rassegna degli strumenti essenziali per strutturare una FAD destinata alle disabilità.
In definitiva, attraverso questo E-book, si intende fornire delle nozioni dirette a conseguire quelle conoscenze che sono fondamentali per la progettazione di un corso on line destinato ai disabili, favorendo la loro integrazione nel mercato del lavoro, che può essere possibile solo se si prevedono i dispositivi e le tecniche specifici e indispensabili.


Introduzione all'opera

Con la Legge 12 marzo 1999 n. 68, recante "Norme per il diritto al lavoro dei disabili", viene disciplinata, appunto, l’assunzione di disabili presso le aziende che hanno piùdi sette dipendenti e la procedura relativa alle assunzioni in determinati settori lavorativi. Spesso, tuttavia, si frappongono ostacoli dovuti alla poca chiarezza delle informazioni rese, alla diffidenza, alla mancanza di indirizzi chiari e dipersonale preposto in grado di fornire un puntuale supporto all’inserimento della persona disabile nel mondo del lavoro. È per questo motivo che si creano alcune barriere nei confronti di persone che vivono in una condizione di “svantaggio”ma che potrebbero offrire molto alleattività produttive.

L’handicap non va confuso con il deficit che è oggettivo e irreversibile: l’handicappuò essere ridotto se non eliminato, perché dipende prevalentemente da una serie di barriere di carattere architettonico, sociale, psicologico ed educativo che possono ostacolare in forma permanente o transitoria chiunque. Tuttavia, la persona handicappata costituisce, nell’immaginario comune, una presenza ingombrante, perché mette in crisi il modello collettivo della perfezione e della bellezza dei corpi, tipico della cultura attuale.

E, per superare l’emarginazione che ne consegue, occorre che anche la persona con disabilità si riappropri del proprio corpo edella propria identità. Ma, ad oggi, questo ancora non accade, poiché i modelli culturali spesso sono inadeguati e si rifanno a tentativi (come, ad esempio, l’inserimento nella scuola e nel mondo del lavoro) che non si rivelano per nulla sufficienti ad assicurare la piena integrazione sociale delle persone in situazione di handicap. Come afferma Elisabeth Auerbacher, autrice del libro “Babette handicappata cattiva” : “Non dobbiamo più essere degli esclusi [...].

La nostra sola possibilità è questa battaglia permanente che non avrà fine, sino a che il nostro diritto alla differenza sia riconosciuto e questa differenza sia un arricchimento, per noi come per voi.” Bisogna considerare che, allo stato attuale, ci sono buone possibilità che fanno sperare in un cambiamento e in un miglioramento della situazione relativa all’integrazione scolastica, sociale e lavorativa dei disabili. Una buona parte della normativa nazionale, infatti, è stata implementata e adeguata alle necessità dei tempi (come, ad esempio, nella caso della legge sul collocamento obbligatorio) che offrono nuove prospettive di occupazione ai soggetti portatori di handicap. Inoltre,va sempre più diffondendosi l’utilizzo della tecnologia avanzata in ambito educativo, settore sottoposto a grandi modifiche dovute all’attuazione dell’autonomia scolastica (iniziativa che ha consentiti ai ragazzi portatori di handicap di frequentare le scuole superiori).

In altre parole, laddove l’handicap non può essere curato, possono tuttavia pensarsi strategie affinché sia prevedibile un adattamento della persona disabile, atto a determinarne un migliore della qualità della vita. Secondo una prima classificazione empirica, l’handicap viene definito sulla base di tre condizioni,che accomunano in parte tutte lepatologie:

1) Al primo posto troviamo il Deficit di strumenti motori, intellettivi o relazionali: più che essere un vero e proprio deficit, questo aspetto si caratterizza soprattutto per un non utilizzo degli strumenti.

2) Segue il venir meno del ruolo sociale della persona disabile, quale secondo fattore che caratterizza l’handicap. È un aspetto importante quello appena descritto, in quanto il disabile non vive solo il problema della minorazione fisica (dovuta al fatto che una persona non parla, non scrive, o non sente) ma si trova ad affrontare anche un’altra situazione difficile legata alla propria immagine riflessa negli altri. In linea generale, rileviamo che il grande problema che interessa una persona gravemente deficitaria di strumenti è l’impatto con la realtà sociale (che risulta alterato).

3) La terza condizione consiste nella identità dell’handicappato. Facciamo un passo indietro. Quando una coppia aspetta un bambino, ha una serie di aspettative verso il figlio che nascerà. Nel momentoin cui viene al mondo un bambino con handicap, le aspettative crollano d’un colpo e anche il rapporto genitore-bambino ne viene stravolto: un percorso obbligatorio che vede ilbambino come oggetto di cure gli impedisce di avere una propria identità.

Egli, infatti, diventa OGGETTO di cura e perde le peculiarità di SOGGETTO. Questo significa che la famiglia resta sempre concentrata sulla cura o sulla riabilitazione, e, quindi, l’acquisizione di identità viene preclusa alla persona disabile, insieme a qualsiasi altro rito sociale, come matrimonio o lavoro. Ne consegue che l’handicappato diventa un tutt’uno con la propria malattia. La prognosi della malattia, infatti, si confonde con la prognosi del bambino che diventa, in questo modo, la malattia stessa. È facilmente intuibile, pertanto, che il vero handicap non è quello motorio o sensoriale ma è l’aspetto psicologico o psicopatologico che non consente di usare in maniera opportuna gli strumenti a disposizione. Partendo da questi presupposti – in occasione del lancio del portale www.disabiliamo.it, finanziato dalla Regione Puglia per incentivare la formazione da casa delle persone con handicap -, abbiamo condotto uno studio sulla FAD per disabili, settore che si sta diffondendo sempre di più e che sta catturando l’attenzione di tante persone e di molteplici aziende. Nella Formazione a Distanza, infatti, è fondamentale determinare la conoscenza delle abilità possedute da coloro che intraprendono uno specifico percorso formativo, senza “etichettare” i destinatari di questa interessante possibilità in funzione della patologia da cui sono affetti.

I progetti realizzati nel contesto della Formazione a Distanza per persone svantaggiate intendono, perciò, fornire indicazioni che possano essere d’aiuto a chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di attività e alle aziende, alcui interno vi siano dipendenti che presentano minorazioni psichiche ofisiche. Va aggiunto, ad onor del vero, che organizzare una FAD con disabili comporta uno sforzo organizzativo che le aziende o le scuole, se non appoggiate da esperti del settore, non sono in grado di realizzare. Fino ad oggi le esperienze attuate sono state finanziate con fondi europeied organizzate da importanti associazioni che sono riuscite a strutturare corsi di Formazione a Distanza per disabili motori, non vedenti e sordi. In questo viaggio, che ci auguriamo si riveli interessante, semplice, compendioso e formativo per il lettore, abbiamo scelto di selezionare tre momenti chiave di ogni progetto che miri a formare risorse umane, con particolare attenzione all’e-learning per persone disabili: lettura e compilazione di un formulario di progetto (generico, utile per ogni attività analoga); panoramica delle disabilità più note e diffuse; strumenti per strutturare una FAD (formazione a distanza) destinata alle disabilità.

Prima di iniziare, ci sia concesso di esprimere un sentito ringraziamento all’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative, organizzazione di volontariato che ha lanciato il sito www.disabiliamo.it, con la cui collaborazione è stato possibile realizzare il presente ebook.




Indice degli argomenti

INTRODUZIONE

PARTE PRIMA
LA PROGETTAZIONE DEI CORSI DI FORMAZIONE
Cap. 1 – Il formulario
Cap. 2 – Il piano economico e i costi ammissibili
2.1 Scadenze
Cap. 3 – La modulistica
3.1 - Lettere di incarico
3.2 - Ricevute
3.3 - Elenco dei partecipanti
3.4 - Registro delle presenze
3.5 - Attestato di partecipazione
3.6 - Report finale
3.7 - Valutazione
3.8 - Scheda di rendicontazione
3.9 - Convenzione per affitto aula
3.10 - Ritenute d’acconto
3.11 - Ricevuta dell’erogazione di finanziamenti
ALLEGATI
Allegato A
- Fac-simile di lettera d’incarico docenti e/o relatori con partita Iva
Allegato B
- Fac-simile di lettera d’incarico e/o relatori senza partita Iva
Allegato C
- Fac-simile ricevuta per prestazione occasionale
Allegato C/1
- Dichiarazione
Allegato D
- Fac-simile elenco partecipanti
Allegato E
- Fac-simile registro presenze
Allegato F
- Fac-simile attestato di partecipazione
Allegato G
- Fac-simile schema di report finale per i docenti
Allegato H
- Fac-simile schema di report finale per i tutor
Allegato I
- Fac-simile modulistica per la valutazione
Allegato L
- Fac-simile modulistica per la rendicontazione
Allegato M
- Fac-simile modello di convenzione per affitto aula
Allegato N
- Fac-simile ricevuta del finanziamento
PARTE SECONDA
NEUROFISIOPATOLOGIA DELLA DISABILITA’
Cap. 4 – Le patologie
4.1 - Tetraparesi spastica
4.2 - Tetraparesi spastica distonica
4.3 - Idrocefalia
4.4 - Nevrosi, psicosi e sindrome borderline
4.5 - Deficit sensoriali
4.5.1 - Sordità
4.5.2 - Minorazione visiva
PARTE TERZA
PROGETTARE UN CORSO E-LEARNING PER DISABILI
Cap. 5 – Strutturazione di un progetto FAD per disabili
5.1 - Strategia
5.2 - Pianificazione
5.2.1 - Destinatari
5.3 - Organizzazione
5.4 - Il team di progetto
5.5 - Attività previste dalle équipe
5.6 - Personale e ruoli necessari alla progettazione di corsi FAD
per disabili
5.7 - Scelta dell’ausilio tecnologico
5.8 - La didattica
5.8.1 - Progettazione
5.8.2 - Scelta degli obiettivi
5.8.3 - Tempi dell’apprendimento
5.8.4 - Materiali didattici e supporto tecnologico per
l’accessibilità ai siti web
5.9 - Le fasi di erogazione della FAD
5.10 - Tecnologia per comunicare
5.11 - I momenti collettivi
5.11.1 - L’area comune
5.12 - Procedure d’analisi dei risultati
5.13 - Valutazione
5.14 - Monitoraggio
Cap. 6 - La rete e l’handicap
6.1 - Ausili e software tecnologici
Cap. 7 – Linee guida per la creazione di pagine web ad uso FAD
in caso di utenti disabili
7.1 - Disabilità e progettazione
7.2 - Le regole della progettazione
7.3 - Conclusioni
Cap. 8 - Il protocollo discentes per le disabilità: suggerimenti per
creare a costo zero una FAD per l’handicap
PARTE QUARTA
AUSILI INFORMATICI PER LA DISABILITA’
Cap. 9 – Modelli di ausili tecnologici
PARTE QUINTA
GLOSSARIO
Glossario


Note biografiche sugli autori


Stefano Centonze, scrittore, sceneggiatore, regista teatrale, è nato il 22 novembre del 1967 a Carmiano (LE), dove vive tuttora. Dopo gli studi classici si è specializzato in Musicoterapia e nello studio della comunicazione non verbale filtrata dal linguaggio del corpo e delle emozioni. Ha collaborato con diverse riviste nazionali, pubblicando lavori di ricerca tra cui Il suono dimenticato, Il personale senso del benessere e Il potere terapeutico della fiaba. In teatro, ha scritto e diretto Si vede la luna perfino da qui, L'equilibrista - riflessione semiseria su talune umane condizioni e La casa sulla roccia. Ha, inoltre, scritto romanzo, soggetto e sceneggiatura per un lungometraggio cinematografico di Ti conosco ch'eri ciliegia. Formatore, Direttore della Scuola di Formazione Professionale Circolo Virtuoso e dell'Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative di Carmiano (LE), è impegnato nel sociale, sia come imprenditore che nel volontariato, ambito all'interno del quale ha fondato le testate giornalistiche telematiche "Arti Terapie e Neuroscienze On Line" e "Mappa Terzo Settore Web TV". Con le Edizioni Circolo Virtuoso ha pubblicato il Manuale di Arti Terapie, il Manuale di Progettazione Sociale e Marketing del non profit, Progettare un corso e-learning per le disabilità (questi ultimi due con Luisa Di Girolamo), Musicoterapia e Alzheimer e 70 giochi di creatività per la conduzione dei gruppi (con Fausto Cino).


Luisa Di Girolamo, sociologa specializzata in Politiche Sociali e del Territorio presso l’Università degli Studi di  NapoliFederico II, è  impegnata nella stesura di manuali aventi tematica la progettazione sociale e la progettazione di corsi di formazione on line per disabili. È docente del corso e-learning di progettazione sociale per l’Istituto di Arti Terapie di Carmiano (Le). Collabora con cooperative e associazioni che offrono servizi di assistenza socio-sanitaria nei confronti di soggetti svantaggiati, in particolar modo di bambini diversamente abili.







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Ultimo Aggiornamento: venerdì, 24 novembre 2017 01:39





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